Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha rivoluzionato la nostra visione della salute cutanea: oggi sappiamo che la pelle non è solo una barriera fisica, ma un ecosistema complesso popolato da miliardi di microrganismi – batteri, lieviti e virus – che vivono in equilibrio con il nostro organismo.
Questo ecosistema, noto come microbiota cutaneo, dialoga costantemente con il microbiota intestinale, dando origine a quello che viene definito asse intestino–pelle. Come ne esistono tanti altri per tutti gli organi ed apparati del corpo.
Possiamo in effetti dire che l’intestino e’ il primo cervello essendo il Microbiota intestinale, il più vasto e studiato, ma abbiamo anche un microbiota cutaneo che riveste la pelle e i suoi annessi quindi capelli e ghiandole e un microbiota delle mucose, come quella orale, vaginale e respiratoria
Questi microbi convivono in eubiosi (equilibrio), garantendo protezione, immunoregolazione e produzione di sostanze benefiche. Quando si altera l’equilibrio, si parla di disbiosi, condizione associata a infiammazione cronica, dermatiti, acne e caduta dei capelli. L’intestino e la pelle sono due organi strettamente collegati:
- Entrambi ospitano un microbiota ricco e complesso;
- Entrambi fungono da barriere immunitarie verso l’ambiente esterno;
- Entrambi producono citochine, neurotrasmettitori e metaboliti in grado di comunicare tra loro.
Ma vediamo perche’ e come il microbiota intestinale comunica con la pelle . Esso lo fa producendo acidi grassi a catena corta (SCFA) come butirrato, acetato e propionato, che riducono l’infiammazione sistemica, sostengono la funzione barriera della cute,modulano la risposta immunitaria locale. Quando l’intestino entra in disbiosi, si verifica: aumento della permeabilità intestinale (“leaky gut”), passaggio nel sangue di tossine batteriche (LPS), attivazione infiammatoria sistemica che si riflette sulla pelle. E tutto cio puo’ generare acne, psoriasi, alopecia androginica e telone effluvium con alterazione della microcircolazione e ossidazione con radicali liberi dei follicoli
Se aggiungiamo a questo che la superficie cutanea ospita circa 10⁶–10⁷ microrganismi/cm², con differenze significative tra zone secche, umide e sebacee, sappiamo quindi quanto delicato e’ questo equilibrio. I principali generi batterici presenti sulla cute sono: Staphylococcus epidermidis → protettivo, mantiene il pH acido, Cutibacterium acnes (ex Propionibacterium) → parte del microbiota sano, ma può favorire acne se iperattivo; Corynebacterium → ruolo nella maturazione del sebo e nella difesa antimicrobica.
Nel capello invece che e’ una zona ricca di ghiandole sebacee, convivono:
- Cutibacterium acnes e Staphylococcus epidermidis (benefici in equilibrio),
- Malassezia spp. (lieviti lipofili) → in eccesso favoriscono forfora, seborrea e dermatite seborroica.
L’equilibrio tra queste specie mantiene un film idrolipidico stabile,infiammazione minima, ricambio cellulare regolare e buona ossigenazione follicolare.
Quando si rompe questo equilibrio (per stress, dieta, antibiotici, prodotti irritanti, squilibri ormonali): aumenta la produzione di sebo e radicali liberi, si altera il pH, si riduce la biodiversità microbica, con comparsa di irritazione, forfora, prurito, cute sensibile o perdita di capelli.
Cosa fare allora con la dieta :
- Aumentare fibre e prebiotici naturali (verdure, legumi, frutta, avena, topinambur, banane, asparagi).
- Limitare zuccheri raffinati e grassi saturi, che alimentano la disbiosi e Cutibacterium acnes.
- Favorire fermentati (kefir, crauti, kombucha, miso) → fonte di probiotici naturali.
- Idratazione adeguata (≥ 2 L/die).
- E poi aggiungere integratori specifici se esiste una disbiosi e personalizzare la integrazione
- Con Postbiotici (es. butirrato, acido lattico) effetto antinfiammatorio diretto sulla cute.
- Zinco, biotina, omega-3 e polifenoli che riducono stress ossidativo e infiammazione follicolare.
- Usando Shampoo e lozioni delicate, con pH fisiologico e ingredienti prebiotici.
- Evitare prodotti aggressivi con solfati, alcol e siliconi
- E in presenza di forfora o seborrea, utilizzare probiotici topici o estratti di fermentazione che riequilibrano Malassezia.
Curare la flora intestinale significa investire nella salute estetica e biologica del corpo.
