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Come capire a che punto siamo con la nostra “eta’ Biologica” ?

Con un laboratorio con cui collaboro, e’ stato messo a punto un test interessante che valuta la predisposizione all’invecchiamento e a che punto uno si trova in termini di salute delle cellule. Oltre ad altri test che adotto in pratica per la misurazione dell’eta’ biologica, questo test risulta essere semplice e utile e soprattutto a fronte poi di una serie di cambiamenti sugli stili di vita ci permette a distanza di un anno verificare i miglioramenti avuti.  Il test si basa su epigenetica di sequenze di DNA per la predisposizione all’invecchiamento e sulla misurazione della lunghezza dei telomeri delle nostre cellule, vera cartina al tornasole dello stato di invecchiamento con una fotografia precisa.

I telomeri rappresentano una delle scoperte più affascinanti della biologia moderna.
Si tratta di sequenze ripetute di DNA, situate alle estremità dei cromosomi, con la funzione di proteggerne l’integrità, un po’ come le punte di plastica proteggono i lacci delle scarpe dallo sfilacciamento.  Ad ogni divisione cellulare, a causa dei limiti della DNA polimerasi, i telomeri si accorciano progressivamente:  quando raggiungono una lunghezza critica, la cellula entra in senescenza e perde la capacità di dividersi e muore.
Questo fenomeno è noto come “limite di Hayflick” e rappresenta uno dei principali meccanismi  alla base dell’invecchiamento cellulare. Le cellule non si possono duplicare all’infinito ma a seconda di quanto sono lunghi questi telomere hanno dei limiti ( ecco perche’ l’immortalita’ e’ impossibile ).

La lunghezza dei telomeri è considerata un indicatore abbastanza affidabile dell’età biologica, soprattutto se usato assieme ad altrio fattori di analisi.
Infatti, persone con la stessa età anagrafica  possono avere telomeri di lunghezza molto diversa e, di conseguenza, una diversa capacità di mantenere la funzionalità dei tessuti. Telomeri più corti sono associati a un maggior rischio di patologie croniche, come malattie cardiovascolari, neurodegenerative, diabete e tumori.

Esiste un enzima, la telomerasi, capace di riparare e allungare i telomeri.
Tuttavia, nelle cellule somatiche adulte la sua attività è quasi del tutto silenziata,
mentre rimane attiva in cellule staminali, germinali e linfociti T.
In modo anomalo, la telomerasi viene riattivata anche nelle cellule tumorali,
garantendo loro una replicazione pressoché illimitata.

Pero’ e qui si arriva alla soluzione per rallentare l’invecchiamento,  molti fattori ambientali e comportamentali influenzano la velocità di accorciamento di questi telomeri :  alimentazione, attività fisica, qualità del sonno, gestione dello stress, fumo e alcol.  Una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura e nutrienti antiossidanti,  assieme ad abitudini salutari, può contribuire a rallentare la perdita dei telomeri, favorendo un invecchiamento più sano.

Oggi con questo test possiamo quindi misurare la lunghezza dei telomeri,
utilizzando campioni semplici come il tampone buccale che uniti all’analisi genetica di polimorfismi specifici, ci consente di stimare la predisposizione individuale a un invecchiamento più rapido e di personalizzare quindi le strategie preventive. Non male no ?

Di questo ne parlo nel mio ultimo libro “antinvecchiamento 2.0” e presso gli studi dove offro la mia attivita’ di Prevenzione e Salute a 360 gradi, non in modo estetico, ma partendo dal di dentro e quindi un vero ringiovanimento

Buona settimana

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